MODENA – Ed eccoci giunti al giro di boa: non ci sembra vero, invece siamo già a metà del nostro tour e già ci comincia ad assillare una certa malinconia ... pensavamo addirittura di ripartire quando avremo finito :). Dobbiamo ammetterlo: la serata di ieri è una di quelle che aspettavamo dal momento in cui abbiamo deciso di dare inizio a questo nostro viaggio nell'universo Balena. L'incontro con Costanzini, sulla carta, doveva rappresentare un pò il gioiello della nostra carrellata, per la predisposizione del protagonista a situazioni del genere, per la quantità di argomenti da affrontare e per milioni di altre buone ragioni: col senno di poi, all'indomani del nostro rendez vous , possiamo dire che le nostre attese sono state addirittura superate, da una performance letteralmente scintillante da parte della giovane stella biancoblù.
Sono le 21,34 quando parcheggiamo la nostra Mercedes , concordiamo gli ultimi dettagli, controlliamo che ogni cosa sia in ordine e suoniamo il campanello: «Ragazzi, ancora un attimo – ci risponde al citofono Kino – sto finendo il cd, è al 50%, arrivo ...». La solita primadonna; per adesso è stato l'unico protagonista di “A Night with” a farsi attendere, ma chiudiamo un occhio. Passa una decina di minuti ed il citofono torna ad interrompere il silenzio di una deserta via Curie: «Ma c'è qualcuno lì giù – ci chiede». Ma chi vuole mai che ci sia a parte il duo più cool del momento che stazione nei pressi della macchina che è già divenuto un simbolo a Modena e provincia. La luce delle scale si accende e ben presto l'entrata in scena del nostro sesto protagonista di serata prende forma davanti ai nostri occhi ... esterrefatti.
E' un Costanzini versione drag queen quello che ci saluta spalancando il portone di casa: parrucca viola sbarluccicante in testa, occhiali di dubbio gusto a forma di farfalla e l'inconfondibile maglietta numero 11 (la più venduta tra le tifose della Balena, ndr) sulle spalle. Restiamo a bocca aperta. Cerchiamo di riprenderci, ma è lo stesso Costanzini che ci mette in guardia, ancor prima di salire in macchina: «E il bello deve ancora venire – ci avvisa – Tenetevi pronti per una serata col botto». Ci preoccupa, non poco, la sportina di plastica che appoggia sul sedile posteriore della Mercedes, estraendone, a titolo di “assaggino”, la prima chicca di serata, che ci informa di una lauta ricompensa pendente sopra la testa del bomber. Costanzini è perfettamente a suo agio sotto la luce dei riflettori. Ci informa della sua scelta per la meta di serata e ci consegna il cd che ci accompagnerà a destinazione: «Se mi aveste concesso di portarvi fuori di venerdì – attacca sorridendo – vi avrei portato in qualche locale come si deve, pronti a far casino e soprattutto pronti ad incontri ravvicinati con l'altro sesso. Ma visto che è lunedì sera e visto che vi devo raccontare davvero tante cose, ho scelto l'Ottantesimo Miglio, perchè è un posto carino, tranquillo e possiamo parlare con calma; intanto possiamo mettere su questo – ci spiega consegnandoci una custodia bianca con su scritto “Tiziano Ferro”». Beppe vacilla, ma non può tirarsi indietro, così il cd inizia a girare nel lettore ... bastano poche note per intuire che “... respiri piano per non far rumore” non appartiene alla discografia di Tiziano (peccato, avrei preferito lui a Vasco, ma ... de gustibus).
La Mercedes solca le strade della Modena by night e vi assicuro che facciamo quasi fatica a sentire le canzoni tanto vengono sovrastate dalla verve di un Costanzini a ruota libera che tiene banco senza ritegno, inanellando una serie smodata di viole e fuochi d'artificio. Il contenuto della sportina? Due gadgets su tutti: la maglietta di Marco Simone e quella di Marco Pantani, con aneddoti e storie di vita annessi. Ineguagliabile!
Arriviamo all'Ottantesimo Miglio che, sinceramente, avremmo abbastanza materiale per scrivere il resoconto della serata, che, al contrario, deve ancora cominciare. Spettacolo.
Prendiamo posto, ordiniamo e diamo un'occhiata in giro per valutare il contesto e la fauna (indovinate sotto che punto di vista...), dopodichè la professionalità prende il sopravvento e l'intervista inizia: «Guardate – esordisce Costanzini – diversamente dagli altri ragazzi della squadra, ad inizio stagione non è che avessi eccessive aspettative dal punto di vista della posizione di classifica. Parto sempre con l'idea di dare il massimo e di puntare in alto, ma non credevo che la promozione fosse alla nostra portata, perchè, fondamentalmente, non riuscivo ancora bene a valutare le potenzialità del nostro gruppo. Già lo scenario dei playoff poteva rappresentare un buon traguardo».
A tre giornate dalla conclusione della regular season, i numeri danno ragione al laterale biancoblù, anche se le recriminazioni sul tema non sono certo poche: «Ci manca qualcosa se ci mettiamo a confronto con le squadre di vertice, del nostro e degli altri gironi – continua sorseggiando la birra media che intanto la cameriera ci ha consegnato – e credo che quel qualcosa siano ragazzi che giocano a calcio per davvero. Intendo calciatori veri, abituati a giocare in un campo ad 11, che lottano, che prendono calci, che li danno, gente allenata e che sa stare in campo; noi abbiamo ragazzi in squadra che hanno giocato, chi più o chi meno, ma nessuno che ci gioca davvero al momento e questo non è un fattore trascurabile, secondo me. Dopo le prime 4 gare di campionato vinte, chiaramente il morale era alle stelle, ma aspettavo gli scontri con Fam e Bar Sole per tirare le somme; allo stato attuale delle cose, i playoff devono essere il nostro obiettivo».
La serata decolla, il dibattito si fa intenso ed il focus della discussione si sposta sull'analisi della stagione personale del numero 11 biancoblù. La stagione scorsa aveva portato alla ribalta un Costanzini vera sorpresa del campionato, in vertiginosa crescita e già decisivo in numerose occasioni: quest anno, il fantasista della Balena era chiamato alla difficile prova della consacrazione: «Sono partito con la ferma idea di disputare la mia stagione migliore – commenta secco Costanzini – la scelta di mettere da parte il calcio a 11 per concentrarmi solo sul calcetto era una chiara dimostrazione delle mie intenzioni. Sapevo di poter e di dovere fare tanto, ma ero anche convinto di esserne perfettamente in grado, e lo sono ancora; guardando ai fatti, di certo non ho ripagato le attese, ma credo anche di essere stato impiegato davvero poco tempo rispetto a quello che mi immaginavo all'inizio. Non voglio trovare alibi o pretesti, ma, analizzando i fatti, il mio minutaggio a partita è davvero basso, senza contare che spesso sono stato gettato nella mischia a risultato compromesso o comunque già acquisito. Da ultimo, ma fattore non meno importante, c'è il cambiamento di gioco rispetto all'anno scorso, che ha obbligato noi ali a movimenti del tutto diversi; Beppe era una boa in avanti, che chiamava in avanti la fascia, lanciava in profondità e triangolava, favorendo il mio inserimento in avanti. Edo è diametralmente opposto: bravo a saltare l'uomo, ma comunque sempre per vie orizzontali, appoggiandosi davvero poco sulle ali; personalmente, per mie caratteristiche, faccio più fatica di Fillo a saltar l'uomo palla al piede e propormi in avanti, mentre l'anno scorso ho avuto molte più situazioni che hanno esaltato le mie doti negli inserimenti. Detto tutto questo, non nego comunque che io stesso mi aspettavo qualcosa di più dalla mia stagione e mi dispiace molto, però continuo ad essere ottimista. Mettiamola così, vinciamo le ultime due di campionato, i Fam ed i Galacticos ci fanno un regalino e nei playoff mi riscatto con almeno tre gol decisivi ... e dopo la mia stagione cambia !».

Questa volta il momento del test di balenite era atteso come mai prima, Kino lancia subito la sfida: "Quanto ha fatto il bomber?" - sorride alla nostra risposta e commenta - "Beh ragazzi non posso fare di meno! Sono disposto a pagarvi per farcela, ci tengo troppo!". Il test comincia e in men che non si dica arriviamo alla quinta domanda con 5 punti nel carniere, e arrivamo anche i primi dubbi su una risposta: "Ragazzi penso di saperla ma se la sbaglio mi mangio i coglioni fino a domani" ci riflette un po' e poi prova....giusta, andiamo avanti. Arriviamo all'ottava domanda ancora a punteggio pieno, il bomber è polverizzato ma ora si scoprono le carte, il vero obiettivo era ben + ambizioso fin dal principio: entrare nella fascia Francuoccolo. Basterebbe uno 0.1 nelle ultime due domande, ma kino va ben oltre e non possiamo che congratularci per un 10 e lode meritatissimo!
Alla fine della prova ci mostra soddisfatto un foglio pieno di numeri e nomi su cui ha studiato nel pomeriggio, c'è veramente di tutto, dalla differenza reti degli Urubù al numero di presenze di ognuno di noi...mitico! A questo punto il nostro numero 11 affronta con molta meno pressione
psicologica il test di logica e capiamo da subito che se la cava egregiamente anche qui, si muove sicuro tra i vari quesiti e ottiene quasi il punteggio massimo, lasciandoci un solo dubbio: che abbia
volontariamente perso qualche punto per lasciare almeno un record al bomber?!
Ancora visibilmente provato dalla brillante performance nella test session , Kino vuota per bene il bicchiere di Jack Daniel's davanti a lui e si prepara per l'ultima, infuocatissima parte di intervista che ancora lo attende: «Per la nostra squadra, intesa come gruppo di ragazzi – riattacca Costanzini – non ho davvero parole. E' un bellissimo gruppo, nel quale sto veramente bene: si ride, si scherza e ci troviamo benissimo anche fuori dall'ambito calcettistico; sono d'accordissimo con quello che ha detto Verza una settimana fa, ma chi la sente la differenza d'età? Se devo trovare una pecca, dico magari che dovremmo essere bravi a portare questa nostra coesione anche sul campo nei momenti di difficoltà, quando invece spesso ci lasciamo travolgere dalla trance agonistica, io per primo. Tecnicamente credo sia indubbio che il livello si sia alzato rispetto alla passata stagione: a parte il fatto che Edo ci voleva proprio per dare quel tocco di pazzia ed allegria in più alla squadra, però credo anche che sia stato un innesto importantissimo per garantirci una gamma di giocate di cui non disponevamo. Poi il resto della squadra ha un anno di convivenza alle spalle e tecnicamente penso ci sia stato un miglioramento generale della squadra».

Inevitabilmente la discussione va a cadere sul punto caldo della serata. Ormai risulta conclamato il difficile rapporto professionale tra la talentuosa ala biancoblù ed il mister della squadra, con cui i rapporti si sono fatti incandescenti nel corso della stagione in corso. Costanzini cerca di darci una mano nel comprendere meglio la situazione: «Voglio premettere che contro Reggie non ho assolutamente nulla – puntualizza Kino aggiustandosi sulla sedia – anzi, lo considero e l'ho sempre considerato un amico prima di tutto. L'ho anche portato in montagna con le stampelle st'estate e gli mettevo il ghiaccio – ci strizza l'occhio – Credo sia proprio questo il nocciolo della questione, che io Reggie lo vedo come un amico, come un ex compagno di squadra e non come un allenatore e penso che la stessa cosa valga per lui nei miei confronti. E' l'unica spiegazione che mi dò per dare un senso al mio sottoutilizzo così clamoroso ! Non ho mai detto di voler giocare tutta la partita, però penso di valere un pochettino più di quei 5 minuti che mi concede prima di richiamarmi in panchina; ma, a parte questo, quello che gli contesto sono le scelte che fa durante le partite. Mi sembrano scelte soggettive, non realmente motivate da situazioni contingenti o da necessità tecnico-tattiche, ma soprattutto sono sempre scelte che non si prende la briga di spiegarci a posteriori. Non metto in dubbio che si sia sbattuto per noi da inizio anno e per questo lo stimo e gliene sono sinceramente riconoscente, però, a mio parere, quello che ci serviva era una persona che sapesse gestire la squadra, sia sotto il profilo delle sostituzioni che sotto l'aspetto dell'ordine in campo. E in questo non mi ha convinto, mi dispiace. Penso che il suo ruolo a bordocampo sarebbe quello di correggere quando qualcuno sbaglia, di farsi sentire e di alzare la voce, in maniera indistinta ed equidistante, con tutti quanti i componenti della squadra».
La confessione è pacata, ma sa di sfogo, non di accusa: «Sarei stato ipocrita se mi fossi tirato indietro e non avessi detto quello che pensavo – continua Costanzini – poi, ripeto, Reggie rimane un mio amico, però come allenatore non mi ha soddisfatto. Tutto qui, poi non posso parlare di delusioni a tutto tondo per la stagione in corso: certo, qualcuno ha giocato meglio e qualcuno peggio. Qualcuno ha fatto meno bene dell'anno scorso, come me o come Luca, ma nessuno credo sia esente da colpe quando abbiamo perso partite ed occasioni importanti, tipo la gara contro l'Elettrotecnica, i pareggi contro Bar Sole e Nerz o i 5 minuti di follia contro i Mambo. Se devo trovare una sorpresa in positivo, dico Edo, perchè non lo conoscevo e ci ha regalato delle reti davvero splendide che non mi sarei mai immaginato; non menziono Verza perchè ero l'unico che lo conosceva e quindi sapevo che avrebbe potuto fare bene, come di fatto sta facendo, in una porta da calcetto».
Sfoglio le pagine del taccuino una dopo l'altra e la biro ormai va da sola.
Siamo alla fine ed è ora di riportare a casa il nostro “fiume in piena” di serata;
facciamo ritorno alla nostra Mercedes e via che si parte con destinazione letto (anche visto il notevole ritardo sulla tabella di marcia, ndr ). Il viaggio di ritorno ci riserva una scelta soft, con un mix di canzoni d'amore, direttamente selezionate dal nostro ospite (possiamo ben immaginare per quali altre occasioni), che ci guida fino a via Curie. Giusto il tempo per rivedere la strepitosa parrucca viola all'opera, per recriminare sul boa bianco dimenticato in casa per la fretta e per fare da spettatori all'autocelebrazione di Kino per l'entrata di diritto nell'élitario club dei Francuoccoli. Arriviamo, ed è la prima volta che noi due siamo esausti ed il nostro ospite è triste perchè «è già finita, avrei altre mille cose da dirvi...».
Kino, è tardissimo, domani noi lavoriamo.