MODENA – A due giornate dal termine della nostra stagione, ci ritroviamo agli sgoccioli del nostro programma intensivo che ha permesso al mondo intero di conoscere da vicino tutti i protagonisti della Balena, anche sotto il profilo più introspettivo. Nel momento chiave del nostro campionato, ci sembrava giusto concedere le luci della ribalta ad una delle figure senza dubbio più pittoresche del nostro spogliatoio: ecco a voi il mister della Balena di Giona, Alessio Reggiani.

Nell'immediato pre-serata, durante la fase di rifinitura del programma e gli ultimi assestamenti ai dettagli tecnici, riceviamo anche l'inattesa chiamata del fantasista Righi, che “voleva fare due chiacchiere intanto che windows finiva di caricare” (idolo!!!). Nonostante le ripetute pressioni del numero 10 biancoblù, non ci scomponiamo e manteniamo il più completo riserbo sul nome dell'imminente protagonista di serata ... 21,30, pronti, via, eccoci diretti verso casa del nostro mister, pronti per una serata che si preannuncia tutta da scoprire.

La prima sorpresa proprio quando le porte dell'ascensore si schiudono e la sagoma di Reggie fa la comparsa nell'entrata della sua abitazione: barba incolta, una curiosa chitarra in spalla, due libri nell'altra mano e rigorosamente senza giacca: «Mi attende un ruolo difficile – attacca sorridendo Reggie - dopo l'ultima, sfavillante serata che questa rubrica ha ospitato la settimana scorsa. Non ho parrucche in casa o maglie strane con me, ma penso che una chitarra sia uno strumento perfetto da avere sempre al seguito: poi si può usare o no, ma fa bene averla al fianco».

Casella di testo: Tra sogno e realtà:    Il numero sognato: fare goal è brutto perchè dopo la palla torna a centrocampo e si ricomincia. E' molto più bello mirare alla traversa, perchè poi la palla rimbalza in campo e la cosa ti lascia quel pizzico di imprevisto che è unico.  Il momento che ricorderò per sempre: quando ho colpito la traversa con un tiro di puro istinto scoccato appena prima della linea di metà campo.  Il momento più importante: la prima lussazione al ginocchio, perchè è stato un pò il punto di svolta; da lì ho iniziato a concepire il calcio in maniera diversa.  Il momento più brutto: l'ultima lussazione al ginocchio, rimediata il 1° aprile dell'anno scorso: pesce d'aprile.    Con queste premesse saliamo in macchina, incuriositi e favorevolmente impressionati da una trovata originale e parecchio azzeccata: «Mi presento a voi offrendovi una scelta – continua l'allenatore biancoblù già comodamente adagiato sul sedile posteriore della nostra Mercedes – chiaramente ho un cd con me, ma stasera, se vi va, il cd potrei essere io stesso, a patto che voi due mi veniate dietro con la voce ...». Non ce lo facciamo certo ripetere due volte ed in men che non si dica ci ritroviamo a cantare “Bella ciao” mentre ci dirigiamo verso il Parigi 2, la meta prescelta dal nostro ospite di serata.

Giusto il tempo di un piccolo fuori programma (largamente previsto dal Comitato Francuoccolo) per sincerarci che il Mambo faccia il bravo e regoli il Fam; furtivi ci dirigiamo a Saliceta. Reggie a momenti si iberna ( ricordate? ... “rigorosamente senza giacca” ), Beppe continua a camminare come un robot ( carne greve post partita dopo la lunga inattività, ndr ), quelli del Mambo ci chiedono: “giocate voi dopo ?” per poi guardarci con fare interrogativo quando rispondiamo scuotendo la testa. Qualche brivido sul palo di Merighi sull' 8-7 Mambo, poi Esposito su punizione ci regala un sospiro di sollievo e possiamo ancora sperare. Possiamo continuare la serata tranquilli; le dita di Reggie sono troppo congelate per muovere le corde della chitarra, così è Francesco Guccini a scortarci fino al Parigi 2. Nemmeno il tempo di arrivare che gli occhi del gestore si illuminano alla vista della chitarra ... ci spiega di essere un chitarrista ... ci segue al tavolo ... inizia a strimpellare e dopo un 10 minuti buoni si ricorda che magari dobbiamo anche ordinare.

Ok, che dite, possiamo iniziare ?

«Per me allenare è una cosa normale, fa parte di me e la vedo quasi come una professione – confessa Reggiani dando il via alle danze – Certo, sapevo che allenare degli amici potesse essere un rischio, ma non era la prima volta, quindi l'ho messo in conto ed ho iniziato questa avventura con entusiasmo e grande convinzione. Ad inizio stagione potevo basarmi solamente su quello che avevo intravisto nel corso del torneo estivo alla Cdr, ma, sostanzialmente, possiamo definirle più che altro sensazioni. Poi ho cominciato a conoscere meglio il gruppo, mi ha positivamente impressionato il constatare di come i due gruppi originari fossero perfettamente amalgamati dal punto di vista tattico e pian piano ho rafforzato le mie convizioni. Ad inizio anno non nascondo che l'obiettivo, più o meno dichiarato, fosse quello di vincere il girone, per puntare diretti al salto in seconda. I risultati entusiasmanti dell'avvio, con le 4 vittorie consecutive, hanno, da un lato, creato un clima di esaltazione collettiva, ma, purtroppo, hanno forse coperto qualche problema tecnico-tattico, senza di fatto, porvi rimedio. Sono convinto che una squadra di successo la si crea sin dall'inizio, non tanto, o comunque non solo, con i risultati sul campo, ma forgiando una mentalità coesa e solida, portata avanti da gente che rema tutta dalla stessa parte. In questo mi sento di fare un sincero mea culpa visto che non sono riuscito a farmi ascoltare come volevo; ho interpretato il mio ruolo con poca autorevolezza e non ho fatto presa sul gruppo, con la conseguenza che non sono stato in grado di ritrarre un feed-back positivo. Come dicevo, la partenza fulminante ha nascosto le magagne perchè quando si vince va tutto bene, ma il giochino ha iniziato a scricchiolare non appena le cose hanno iniziato a girare un pò peggio».

Casella di testo: Reggie  Punteggio ottenuto test Balenite: 7.2    Da 0 a 2.0 = Sei un ?  Per te quello che conta sono solo i 50 minuti della partita, non ti interessa nulla di chi hai di fronte e quanti punti o gol abbia fatto fino ad ora, tendi ad usare epiteti quali malato mentale nei confronti di chi dedica parte del suo tempo settimanale alla squadra. *     Da 2.1 a 4.0 = Sei un non siamo mica in serie A  Per te chiedere prima della partita contro chi giochiamo e che posizione occupa in classifica è + che sufficente. Dopo il match una breve analisi e poi tutti a letto tranquilli: non siamo mica in serie A!!!     Da 4.1 a 6.0 = Sei un ci tengo  Ti piace essere informato ma tendi a non farlo in prima persona, solitamente ti rivolgi a compagni + malati di te per avere le informazioni che desideri. Ricordi tutte le partite giocate anche se a volte confondi i nomi delle squadre avversarie. In sostanza ci tieni ma sei ancora una persona normale.     Da 6.1 a 8.0 = Sei un Se perdiamo non dormo  Alla Balena ci tieni eccome!!! Senti dal risveglio il giorno della partita e ogni sconfitta ti pesa sul morale come un macigno. Pensi alla squadra almeno una volta al giorno e sogni la promozione in seconda serie a scadenze mensili. Non concepisci chiunque non totalizza almeno 4 punti in questo test.     Da 8.1 a 10.0 = Sei un Francuoccolo   Una rara bestia nata dalla fusione di Franchini e Mazzuoccolo. Ti sei fatto contagiare dalla forma + grave di Balenite. Conosci la differenza reti di ogni squadra del girone, la classifica marcatori e almeno una formazione di ogni girone di terza serie. Dopo ogni partita adori passare ore e ore a discutere con gli altri Francuoccoli della partita. Se sei della specie + rara organizzi un test come questo!    * Alla luce dei fatti il posto è ora vacante. La commissione  Francuoccolo ha deciso di assegnarlo al primo candidato che otterrà un punteggio minore o uguale a 2.0 : buona fortuna a tutti i concorrenti!      Le ordinazioni arrivano al tavolo, ma la discussione è già nel vivo e continua decisa tra una patatina ed un sorso di coca: «Con due partite ancora da giocare sul campo – continua a spiegarci Reggie – peraltro decisive, non penso sia ancora il caso di tirare le somme della stagione con bilanci e riflessioni. Non voglio nemmeno pensare di arrivare quinti, quindi penso positivo, cercheremo di vincere le nostre ultime due partite dopodichè speriamo in una mano altrui; posso dirvi, per il momento, che comunque valuto in maniera positiva la stagione, comunque vada a finire. Non sono riuscito a scardinare alcune porte forse per mancanza di autorevolezza, ma, onestamente, il mio obiettivo era quello di mettere in piedi una creatura capace di andare avanti da sola. Evidentemente non ci sono riuscito e questo mi dà i giusti stimoli per riprovarci il prossimo anno, prendendo spunto dagli errori di questa stagione: continuano ad esserci delle catene privilegiate in campo, a volte i personalismi tattici soffocano il gioco di squadra, ma più in generale non accetto frasi del tipo “io in questa posizione non so giocare” o “con quello gioco male”. Il presupposto per creare una squadra di successo sta nell'essere squadra, nell'incitarsi a vicenda dopo un errore e nel perseguire lo stesso fine; il nostro è un gruppo splendido, mettiamolo anche sul campo e saremo imbattibili. Per quel che mi riguarda so di dover lavorare sull'impatto da esercitare sulla squadra; ho sempre prediletto un rapporto non basato sulle urla, quanto piuttosto su un dialogo pacato e costruttivo. Mi sarebbe piaciuto ottenere più attenzione senza dover alzare la voce, specie in alcune situazioni contingenti, tipo i time-out, anche perchè credo che un urlo all'anno sia comunque più efficace di una stagione passata a sbraitare. Non intendo cambiare il mio credo, ma cercherò di far maggior presa con gli strumenti che ho».

La discussione fa passare i test decisamente in secondo piano rispetto ad altre volte, ma i doveri sono doveri e Reggie non si tira certo indietro: si inizia con il test di balenite e il mister dimostra di
conoscere bene l'ambiente Balena e tutto ciò che lo circonda, non è a
livello Francuoccolo ma quasi sicuramente è molto meglio così per la squadra, il punteggio di 7.2 è fedele immagine di questo (non come altri punteggi molto simili attribuiti in passato e molto bugiardi !!!). Passato il primo ostacolo con una certa disinvoltura ci aspettavamo facesse altrettanto anche con il test di logica, in realtà le cose non sono andate liscie come ci aspettavamo: un po' di ruggine negli ingranaggi, dovuta a vari anni di inattività su questo tipo di prove, ha causato qualche scivolone sui sillogismi e nei quesiti + impegnativi, tutto ciò non ha permesso al mister di andare oltre il seppur onesto punteggio di 20 su 30.

La nostra chiacchierata prosegue, sempre sotto l'egida di quello che Reggie ci illustra come suo mentore personale, Ezio Vendrame, calciatore atipico degli anni 80. Estroso, geniale, tanto talentuoso quanto svogliato: «Per lui la domenica in campo era quasi un'imposizione – ci spiega divertito Reggie mentre sfoglia il libro a lui dedicato che si è portato dietro come una Bibbia – preferiva di gran lunga una bella donna e di certo per questo non è mai passato alla storia come un Maradona o un Baggio, ma vi assicuro che si trattava davvero di un genio». Ascoltiamo interessati e leggiamo a turno stralci delle gesta di questo strano personaggio, mentre il nostro mister conclude la sua analisi, non dopo aver ordinato all'improvviso 4 bruschette (con notevole e palese disappunto della cuoca): «Del gruppo Balena c'è poco da aggiungere – si congeda dopo aver ripulito per bene il piatto – un gruppo assortito, splendido, nel quale non ci si annoia di certo. Come detto, a volte sarebbe davvero bello che riuscissimo a metterlo anche in campo questo affiatamento, ma penso sia una cosa che verrà col tempo, siamo sulla buona strada».

Il tempo a nostra disposizione è ormai finito e la serata volge al termine. Raccogliamo i nostri ferri del mestiere, dalla cartellina dei test alla biro, dalla macchina fotografica al taccuino, speranzosi che il nostro ospite di serata abbia di che ricredersi, leggendo questo resoconto, sulla categoria che in questo momento rappresento :)

La Mercedes fila via veloce, non senza la consueta U turn in via Giardini, per riportare a casa il nostro mister; Guccini continua a cantare e Reggie ci spiega come certe canzoni “notturne” aiutino non poco a ragionare sulla vita di tutti i giorni e sulle cose in generale: per questo ci lascia una copia a testa del cd con le canzoni che lui stesso ha selezionato dal repertorio di Guccini.

Ci salutiamo.

Si torna a casa.

Siamo silenziosi e ci guardiamo perplessi: il mister è sempre il mister.

 

P.S.: il Comitato Francuoccolo desidera esprimere ufficialmente al mister il proprio in bocca al lupo per martedì – tìn bòta – e, già che ci siamo, buon compleanno, anche se un po' in anticipo :)