PORTILE– Siamo agli sgoccioli della nostra maratona nel mondo Balena e siamo chiamati alla dura decisione che ci porterà a selezionare il gran finale della nostra carrellata. I nostri progetti sono stati sconvolti solo una volta da inizio gennaio, quando abbiamo cominciato il nostro progetto, proprio perché il nostro Presidente Lucamag declinò, a suo tempo, la nostra convocazione alla vigilia della sua partenza per la lontana India (salvo poi farsi beccare in giro la sera stessa, come le nostre esclusive foto hanno dimostrato proprio in queste stesse pagine …). Parecchio risentito per il diniego, il Comitato Francuoccolo aveva optato per la più esemplare delle punizioni, relegando cioè il Presidente in ultima posizione per la convocazione. Ci ha pensato l'altro potenziale convocato a sconvolgere nuovamente il programma, così il nostro classico monday night ha subito la prima variazione sul tema da inizio anno: la nostra Mercedes ha infatti accolto il nostro protagonista di serata non immediatamente fuori da casa sua, assecondando i programmi di arrampicata di Magnoni.
Arriviamo a Portile, nella palestra dove il nostro ospite sta saltellando allegramente tra le pareti della palestra sotto gli occhi esterrefatti della platea. Pochi minuti, il tempo di scattare qualche foto furtiva all'interno della palestra, tra le risate dei colleghi arrampicatori di Magnoni, ed ecco che Luca si concede alle nostre attenzioni, pronto alla sua serata di gloria: «Ragazzi – ci confida riponendo il borsone nel baule della sua inconfondibile Focus blu – mi sa che quando finiamo qui me ne torno direttamente a Bologna. Devo ancora passare da casa ed ormai a Nonantola ci torno sì e no per dormire …».
Saremo velocissimi ( seeeeeeeee )
«Spero che la tua macchina Beppe legga i riscrivibili, perché questo l'ho fatto ieri sera apposta per stasera – ci fa sistemandosi sul sedile della nostra Mercedes e consegnanoci un cd riscrivibile – ci sono buona parte delle canzoni che mi rappresentano e penso che la più adatta per iniziare sia proprio la traccia numero 1». Giusto il tempo di finire la frase prima che Jim Morrison inizi a riempire l'abitacolo della nostra vettura: «Ora, visto che siamo qui – continua Luca – avrei deciso di portarvi a Montale, all'ex XL, quello che adesso si chiama Cerveceria El Mambì». Via che si parte, confidando che l'interno del locale ci riservi un po' più di luce rispetto alle altre volte in cui vi abbiamo fatto tappa in passato … cambiamo ben presto idea, non appena giriamo all'interno del parcheggio, accorgendoci che il pub prescelto è tutto rigorosamente spento: niente di nuovo !!!
A questo punto, e visto l'orario, la scelta è obbligata ( per la palese ed evidente gioia dello scrivente ): il vicino pub di Sylvester ( il Queen Brasserie per i profani, ndr ). Entriamo, ci sediamo tranquilli ad un tavolino da tre, soffermandoci sulle pareti piene zeppe di gigantografie, poster e gadgets di Freddie Mercury e dei suoi Queen … stiamo per iniziare quando il simpatico gestore mi abbraccia (!!!) invitandoci a spostarci comodamente in un tavolo più grande ed accogliente … il tutto prima di soffermarsi per qualche minuto con noi per illustrarci le peculiarità culinarie del posto e decantare le ottime birre.
Insomma, qui si vede che i gestori dei pub cominciano a prendere spunto dal tipo del Parigi 2 …
Ordiniamo un paio di taglieri misti, l'immancabile litro di birra per il nostro ospite di serata, mentre il Comitato Francuoccolo ripiega su di una Coca e una lattina di “nettare degli Dèi” ( il Chinò ). «E' stato un gran bell'anno – attacca Luca dopo i convenevoli – Ad inizio stagione ci eravamo senza dubbio gasati troppo e, con il senno di poi, credo che se avessimo perso le ormai famose prime 4 di campionato, avremmo anche potuto arrivare più lontani. Alla vigilia di questa stagione non mi aspettavo di poter lottare per il primo posto nel girone; sapevo che avremmo avuto una bella squadretta, che ce la saremmo potuti giocare contro tutti, ma non ho mai pensato sul serio di poter puntare al salto di categoria. Alla luce dei fatti, ora che abbiamo conlcuso la stagione al quinto posto con tanti rimpianti, credo proprio che a livello tecnico abbiamo avuto poco da invidiare a chiunque: voglio dire, abbiamo ripetutamente fatto vedere che quando giochiamo bene riusciamo a dar la paga anche alle squadre più forti. Il nostro difetto credo stia più in una questione di testa, forse di maturità, ma su questo sono convinto che siano i margini per poter migliorare».
E' una disamina attenta e condita da un evidente risentimento quella che ci fornisce Magnoni; poi i primi sorsi del suo litro di birra contribuiscono a far sciogliere ulteriormente la lingua e l'occasione è perfetta per affrontare da vicino l'argomento dell'ultima, decisiva partita pareggiata contro i Nerz Devils: «Che inculata – sbotta Magnoni senza mezze misure – sono andato a letto con una certa romella venerdì sera e non avrei mai pensato di ritrovarmi a pensare alla partita con tanto rammarico e recriminazioni: proprio un peccato. Il problema è che non siamo stati capaci di imporre il nostro gioco, specie perché loro pressavano alto e noi abbiamo sofferto parecchio in fase di impostazione; senza parlare del tipo nuovo che i Nerz hanno convocato solo per quella partita … sarebbe forse andata diversamente se non ci fosse stato, ma a questo punto non ha molto senso stare a recriminare sul passato. Dispiace tanto non essere arrivati tra le prime quattro del nostro girone, perché rispettando il valore delle forze viste durante la stagione, saremmo potuti tranquillamente rientrare nel novero delle prime tre, invece ci troviamo a disputare una post season con le grandi deluse del CSI. E' chiaro che ormai che ci siamo ce la giochiamo, anzi, penso sia una buona occasione per continuare a giocare oltre la fine della stagione e magari provare a vincere l'iscrizione gratuita al prossimo campionato: ci proveremo e credo anche che si possano avere delle buone possibilità di riuscita. Certo che i playoffs sarebbero stata un'altra cosa …».
Sbollita l'amarezza per l'epilogo della stagione, è il momento di soffermare l'attenzione sulla stagione personale dello stantuffo ufficiale della Balena di Giona, i veri polmoni della squadra: «Alla fine non li ho contati a modo – esordisce Luca con il classico sorriso beffardo – ma 20 goal non li ho segnati. Non posso di certo giudicare divinamente la mia stagione per tutta una serie di concomitanze che si sono accavallate; ad ogni modo credo sia comunque stata una gran bella stagione perché abbiamo avuto una parvenza di squadra per la prima volta in tanti anni che giochiamo il CSI. Parlando in prima persona, penso sia stata una stagione al di sotto delle aspettative, visto che ho giocato da culo molte partite – qui ci permettiamo francamente di dissentire, restringendo notevolmente il campo ad una, massimo due partite – Mi sento di condividere quanto ha dichiarato Kino qualche settimana fa: abbiamo cambiato punto di riferimento là davanti quest anno ed il gioco di noi esterni si è dovuto gioco forza adeguare. Con una punta come Edo, il gol arriva spesso per effetto di una sua giocata personale, ma per noi è di certo più difficile avere occasioni da rete. Personalmente ho risentito parecchio, in fase offensiva, del cambio di struttura di gioco».

Arriva il momento test J Inizio dalla logica! - a mettere subito in chiaro, se ce ne fosse bisogno, che il vero spauracchio è il test di Balenite. I primi test vanno via tranquilli, a parte una piccola
distrazione su uno dei sillogismi, pignolerie matematiche dirà qualcuno, ma non dategli credito. Si arriva al test finale, quello da 12 punti. A questo punto la commissione Francuoccolo pone una duplice possibilità: un test impegnativo ma non impossibile e un altro invece decisamente
probante (preparato appositamente per dare l'assalto al Bomber). Nonostante il record del nostro orsetto Winnie non sia + attaccabile, Magnoni ci stupisce scegliendo comunque il test + arduo: la soluzione completa non arriva, ma vari passaggi intermedi gli valgono comunque qualche punto e i nostri complimenti. Passiamo al test + atteso. La commissione Francuoccolo aveva già messo il nome del presidente sulla targhetta per il primo che non avesse superato i 2.0 punti nel test di Balenite, si trattava di aspettare pochi minuti per la consegna: ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Siamo costretti ad arrenderci davanti a un 4.0 strappato con le unghie e con i denti ( e con un gran buco di c***) e siamo così costretti a riporre ogni nostra speranza nell'ultimo ospite di serata: Edo non ci deludere anche tu!
Esaurita buona parte delle residue energie per la test session, il buon Magnoni conclude la sua personale confessione ai microfoni del Comitato con le ultime considerazioni: «Vi faccio un pronostico secco – confida ordinando un'ulteriore birra media come premio della sua performance nei test – arriviamo come minimo alle semi-finali del torneo. Specie se potremo contare, come sembra, sull'apporto di Marco. Per il resto mi ritengo molto contento dell'arrivo di Reggie in panchina; la sua presenza penso ci abbia unito a livello di squadra ed alla fine, anche a livello di minutaggio giocato, penso che non ci siano stati troppi malumori. Da oltre, credo anche che abbiamo vinto alcune partite che di certo l'anno scorso, senza nessuno in panchina, non avremmo di certo portato a casa. Poi se devo trovare qualche punto debole, beh, personalmente non concordo quando ci presenta le partite come “abbordabili” o “facili da vincere”. E' vero che la nostra consapevolezza dovrebbe portarci ad essere tanto maturi da affrontare tutti con la stessa rabbia agonistica, ma in realtà sapere di aver vita facile, almeno sulla carta, ci ha più volte condizionato in negativo. Ad inizio campionato avevo apprezzato molto l'approccio ad una mentalità ed un gioco fatti di schemi e geometrie; poi la cosa è ben presto naufragata, anche perché noi non gli abbiamo di certo dato una mano in questo senso. Non lo abbiamo molto assecondato e forse dovevamo metterlo maggiormente nelle condizioni di lavorare bene, anche con gli schemi».
La serata è conclusa, l'ora davvero tarda, visto l'inizio posticipato rispetto agli standard canonici. Riaccompagniamo Luca alla sua Focus, rimasta l'unica macchina nei pressi della palestra di Portile e non ci resta che raccogliere le ultime impressioni della serata tra una battuta, l'ultima sigaretta nel parcheggio e le foto di rito.
Siamo agli sgoccioli del nostro incredibile tour de force. L'evidenza ci mostra di come manchi una sola pedina al completamento del nostro mosaico e, confessiamo, siamo seriamente spaventati.
Ci siamo tenuti il gran finale e tremiamo sin d'ora all'idea di quanto ci può attendere …