MODENA L'ansia e la paura ci hanno attanagliato per tutta la settimana. Ci siamo tenuti per la fine uno degli appuntamenti più attesi di questa rubrica, consapevoli della straordinarietà dell'evento, dal quale eravamo, al tempo stesso, spaventati ed esaltati. Ora, a giochi fatti, a parte l'innegabile malinconia per la fine dei nostri ormai consueti lunedì sera, ci rimane una serata di quelle davvero da 10 e lode: volevamo il finale col botto e l'abbiamo avuto in pieno. Grande Edo !!!
Accendiamo il motore della nostra Mercedes e ci dirigiamo alla volta di via Legnano, cominciando già a ragionare su quello che ci potesse aspettare da lì a qualche minuto. Il cellulare fa uno squillo poi torna muto. Non può che essere lui, ma, sinceramente, non ho ancora capito perchè mi debba fare gli squillini da quindicenne quando ci dobbiamo incontrare ... mah ... a parte questo, arriviamo in perfetto orario sotto casa del nostro capocannoniere. C'è la sua Twingo lì sotto, con la luce accesa dentro l'abitacolo; temiamo voglia tenderci un agguato saltando fuori all'improvviso da lì dentro, così ci avviciniamo con circospezione ... falso allarme, dobbiamo rilassarci, alla fine è poi una persona normale (!!!).
Suoniamo il campanello e, dopo aver scambiato Fede per lui al citofono, finalmente Edo sbuca dal portone di casa ed inizia a scendere i gradini della scalinata con tanto di sacchetto del pattume da andare a vuotare ... il tempo di due battute incomprensibili sull'accoglienza coi flash, poi via che torna a scattare su per le scale: «Can, mi sono dimenticato di spegnere la luce della macchina ed anche il cd per il viaggio ci urla mentre già lo vediamo scomparire oltre la ringhiera arrivo subito». Ci guardiamo divertiti e ci prepariamo allo spasso. Due minuti e siamo comodamente seduti in macchina. Edo sta sfogliando un ventaglio di 5 o 6 compact masterizzati, visibilmente indeciso sul da farsi: «Non so con quale partire ci confessa concentrato ma tanto il viaggio è lungo quindi ci sarà tempo per ascoltare tutto ... anzi, no, ragazzi, proprio tutto no, perchè alcune cose non devono diventare di dominio pubblico». Ok, chiuderemo un occhio, privacy rispettata. «Dai, metti su questo esclama convinto allungandoci uno strano cd con la scritta BUGO bisogna che ascoltiate a modo i testi perchè sono parecchio profondi: diciamo che è un pò uno dei miei modelli musicali». Tra i commenti sulla presunta profondità dei testi veniamo anche a conoscenza che il buon Benincasa ha deciso di portarci abbastanza fuori porta questa sera: «Visto che poi qui a Modena perderei la mia reputazione con una serata come questa in un posto dove mi conoscono ci confida mentre finalmente decide di cambiare musica e ci consegna una delle sue produzioni musicali dicevo, per salvare la faccia, ho deciso di portarvi a Reggio, allo Sherlock Holmes». Prendiamo atto e facciamo rotta verso Reggio, lasciando che il nostro ospite prenda le redini della serata spiegandoci di come registra i suoi pezzi, tutto in completa autonomia, grazie al multitraccia che fa bella mostra nella sua cameretta: «Canto, suono la chitarra, il basso, faccio anche i coretti con la voce femminile in farsetto ci confida contento solo la batteria la devo un attimo programmare perchè non ce l'ho, però sono autonomo al 100%». E così, tra le canzoni scritte apposta per la Balena ed alcuni inediti del suo repertorio che potrei anche proporre a qualche radio, come mi suggerisce mio fratello , arriviamo a destinazione, ma ... chiaramente lo Sherlock è buio e deserto: chiuso !!! Niente di nuovo ... quindi che si fa ??? beh, girovaghiamo alla ricerca di un bar di vecchi, ci balena qualche strana idea, ma alla fine è il nostro protagonista di serata che si inventa la genialata: «Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno esclama saltando sul sedile ormai che siamo qui vi porto dal Folletto». Sinceramente siamo attoniti e sempre più preoccupati, ma non intendiamo privarci della serata col botto ed acconsentiamo alla malsana proposta senza volerne sapere di più ... il percorso ci riserva ancora qualche indimenticabile ritornello che ci suonerà nella testa tutta sera (l'ultimissima hit dolce prugna , ndr) ed un senso unico percorso contromano in retromarcia per avvicinarci il più possibile alla nostra meta. Finalmente scendiamo nel piazzale e ci incamminiamo a piedi: «E' un posto strano, dobbiamo suonare il campanello perchè non ci sono insegne fuori ci confida Edo mentre camminiamo ( e le nostre perplessità aumentano passo dopo passo ) però vedrete che è carino; almeno vi regalo una serata diversa, no ?!?». Non ci sono dubbi, Edo.
Arriviamo davanti ad un portone. Suoniamo il campanello. Ci aprono. Entriamo. Io e Beppe siamo muti e lo seguiamo. Ci dà il benvenuto un personaggio che è tutto un programma. E' il folletto ci aveva avvertito Edo qualche minuto prima ma non diteglielo perchè sennò si arrabbia . Indossa una calzamaglia rosa, uno strano panciotto, un cappello da elfo in testa ed un bizzarro pizzetto bianco sotto al mento.
Continuiamo a non dire una parola.
Però il tipo è simpatico, gentile e ci fa strada nel locale, che sa molto di taverna medievale. Bassa, luce soffusa, strani oggetti alle pareti ed articolata per cunicoli; saliamo una scala a chiocciola che ci porta in una stanzina molto piccola al secondo piano, senza finestre e senza porte. Un manichino che mi ricorda tanto i Nàzgul del Signore degli Anelli è l'unico abitante della stanzina, comodamente seduto ad un tavolo sfogliando un vecchio libro, ma non ci disturba e possiamo prendere posto accanto a lui per dare inizio alle danze.
«Quando mi avete detto che potevo unirmi alla squadra quest'estate sono stato davvero contento attacca, che ci crediate o no, in tono serio e professionale avevo voglia di fare un campionato serio, giocando in una squadra come si deve con ambizioni di classifica. Mi aspettavo di fare un bel campionato, magari senza sperare di vincere, però convinto di poter fare bene; è logico che, visto come si erano messe le cose all'inizio, qualche sogno di grandezza l'avevo fatto anch'io, ma ci siamo ben presto dovuti svegliare. Ho tanti rimpianti sulla nostra stagione perchè se avessimo chiuso tra le prime tre del nostro girone credo che nessuno avrebbe avuto niente da ridire; invece siamo qui che facciamo i conti con questo torneo delle perdenti ed una bella amarezza addosso. Ripenso alla sconfitta contro i Fam dell'andata, vero crocevia della nostra stagione, o al pareggio la settimana dopo contro il Bar Sole ( che se qualcuno non avesse fatto autorete all'ultimo secondo adesso parleremmo di un'altra stagione ), ma soprattutto alla sconfitta dell'andata contro l'Elettrotecnica, che, col senno di poi, ci ha privato di tre punti decisivi. Sono stati tre punti regalati, non dovevamo perderla quella partita ed alla fine è giusto ci sia costata così cara».
Ad interrompere la fedele analisi della stagione da parte di Edo ci pensa il nostro amico Folletto, che scorazza su e giù dalla scala a chiocciola portandoci prima due piatti con panini farciti con bulloni e viti, poi un vassoio con due bicchieri vuoti enormi ed una lattina di coca minuscola al centro. Finalmente arrivano i vassoio con gli stuzzicchini e lo show può andare avanti: «A questo punto continua Edo l'obiettivo minimo dev'essere quello di vincere il torneo, quanto meno per riscattare la nostra stagione. Se devo analizzare la mia stagione personale, direi di essere abbastanza contento; all'inizio sognavo di diventare il capocannoniere della squadra e l'idolo delle ragazzine, quindi, a giochi fatti, non posso che essere soddisfatto. No, a parte gli scherzi, ad inizio anno ero partito in sesta, poi sono andato via via calando, un pò come il resto della squadra mi sembra. A settembre ero carico come una molla, sapevo di dovermi guadagnare il posto in squadra e ci credevo a buco. Tutti ci credevamo da matti e penso che le prime 4 vittorie siano state proprio il frutto di questa grande convinzione di squadra; abbiamo portato a casa delle partite che poi non siamo più riusciti a replicare più avanti nella stagione e così ci siamo andati via via spegnendo. Le prime non sono mai state irraggiungibili, se solo ci avessimo creduto così fino alla fine ... Vabbè, personalmente nel girone di ritorno ho giocato peggio, anche perchè avevo la testa un pò da altre parti per motivi extra-calcistici, ma prometto sin da ora che nel prossimo campionato ne farò almeno 30».

Siamo sinceramente sbalorditi della serietà con cui Edo affronta l'intervista: «A parte l'aspetto sportivo continua tra un tramezzino al salame ed un sorso di birra sono molto contento dell'ambiente che abbiamo creato. E' un gruppo in cui mi trovo molto bene e penso anche di essermi riuscito ad ambientare in fretta: mi sento parte della Balena adesso. Ok, non sono uno che si fa troppi problemi a legare con la gente, però devo dire che qui ho fatto particolarmente in fretta. Anzi, forse all'inizio ero anche più serio, poi mi sono lasciato andare ed ho cominciato a fare l'idiota, specie agli allenamenti. Altro capitolo interessante, gli allenamenti. Ad inizio anno mi ha stupito l'idea di trovare addirittura un allenatore, ma penso sia un fattore fondamentale. L'unica cosa che mi sentirei di dire al nostro Reggie è magari di essere un pò più inkazzato, che si facesse sentire, magari ci urlasse delle indicazioni ... oh, magari lui a volte l'ha anche fatto ... forse sono io, ma non l'ho mai capito.
Ad un certo punto mi ha dato quasi l'impressione che non gliene fregasse più molto durante l'anno, poi invece è tornato presente ed attaccato ai risultati. No, comunque ci vuole qualcuno che ci gestisca da fuori e che tenga dietro alle sostituzioni ... speriamo solo che il prossimo anno sia un pò meno contorto perchè delle volte fa dei giri di parole che io mi perdo».
E giungiamo così all'attesissima, ultima test session della stagione. La scelta del candidato ricade sul test di Balenite, per rompere il ghiaccio; Edo parte benissimo, rispondendo con sicurezza e padronanza alle prime domande. Le domande diventano sempre più performanti, ma il nostro bomber non si scompone e risponde con esattezza impressionante anche ai quesiti più malati, suscitando la nostra sincera sorpresa: non avremmo mai pensato potesse essere così informato. Il risultato ha dell'incredibile: 9/10. L'unico che abbia sinceramente messo in discussione l'indiscussa leadership di Kino e considerate che l'unico errore deriva dal non sapere la squadra di appartenenza di un nostro avversario !!!
Galvanizzato dall'entrata nell'esclusivo club dei Francuoccoli, Edo affila le armi anche per la logica, ma capiamo ben presto che si tratta di tutt'altra musica già sul primo quesito volano i fuochi artificiali e, per la prima volta, Uoccolo suda sette camicie per spiegare al candidato le regole del gioco. Edo ci delizia con perle di prima categoria, rivelando buone doti sui sillogismi e sugli ultimi quesiti, tanto da meritarsi una risicata sufficienza.

Conclusa la parentesi dei test, rimane ancora qualche manciata di minuti per tirare le conclusioni della stagione: «Ci sono state tante cose belle in quest'annata conclude Edo a partire dalla parte extra-calcetto. Penso alla splendida mangiata a casa di Reggie prima della partita contro i Mambo ... che, vabbè, magari avessimo mangiato meno avremmo anche fatto più bella figura, però che mangiata. Penso alla serata al Vox tutti insieme o anche solo alle uscite dopo gli allenamenti e le partite. E poi il sito, che è davvero una cosa fantastica: tutti gli articoli delle partite, le classifiche, i viaggi mentali di voi due malati, che comunque siete stati dei grandi Grazie grazie Insomma, tutto quello che c'è stato anche fuori dal campo. Per il prossimo anno l'unico appunto è magari quello di crederci di più, in partita, fino alla fine; nel ritorno abbiamo fatto delle belle rimonte, ma spesso abbiamo pareggiato o perso dei punti importanti perchè abbiamo mollato quando eravamo in svantaggio. Ne dobbiamo fare tesoro per il prossimo anno».
E' ora di tornare a casa, anche perché c'è da tornare fino a Modena. La Mercedes sfreccia via veloce ed abbiamo tutto il tempo per riascoltare altre perle del nostro bomber e per riassaporare mentalmente questi 2 mesi e 5 giorni che sono passati dal nostro esordio in questa rubrica. Ok, ma non è né tempo, né posto per tirare le somme della nostra avventura; Edo tiene banco fino a casa e quando lo facciamo scendere davanti a casa sua è tardi, siamo stanchi, ma soddisfatti. Gran serata, degna conclusione.
E adesso ragazzi, come farete senza i nostri lunedì sera ?
Ma, soprattutto, come faremo NOI :( ?