SACCA – Tutta l'Italia pallonara sapeva che quella contro “loro” sarebbe stato un crocevia, una di quelle partite dove bisogna vincere per forza; perché a “loro” bastava solo il pareggio e perché “noi” dovevamo dimostrare il nostro valore. Dovendo solo pareggiare, si sentivano con un piede già a meta, forti di una squadra compatta, alcuni giocatori erano anche conosciuti da noi italiani, perché giocavano nel nostro campionato, altri li avevamo scoperti alle competizioni estive.
Fino ad allora erano stati devastanti, segnavano molti gol come è nel loro costume, mentre “noi” italiani eravamo arrivati ai quarti anche con un po' di fortuna e solo ultimamente R si era sbloccato e aveva segnato alcune reti.
Quella sera l'Italia era davanti alla TV come sempre, ma nella maggior parte dei tifosi prevalevano cattivi presagi. La Balena va in vantaggio con R, loro pareggiano, noi di nuovo in vantaggio con R. A questo punto inizia la partita vera e propria, ricca di episodi e risentimento per noi, soprattutto nel momento in cui il numero 8 avversario, grande centrocampista che giocava nella R., raccoglie una corta respinta di S e dal limite dell'area di rigore sferra un estro imprendibile per il nostro estremo Z. Siamo sul 2 a 2, loro avanti noi a casa. Silenzio di tomba nei bar, nei circoli e nelle case private dove tutta l'Italia è davanti alla televisione, anche la squadra accusa il colpo e sembra che “loro” debbano fare gli ultimi venti minuti come una passeggiata.
I giocolieri avversari continuano ad attaccare, anche se per loro il più era fatto, ma il loro gioco e la loro mentalità calcistica li porta sempre a cercare il dribbling e lo spettacolo estremamente offensivo.
Sulle tribune si ballava la samba e la torcida intonava canti e slogan di sostegno alla festa. Z aveva dovuto salvarci in un altro paio di occasioni e le cose si mettevano veramente male. Fu proprio su una rimessa di Z con le mani che C provava a involarsi sulla fascia sinistra e dopo uno scambio con un compagno lascia partire un cross nell'area avversaria, che purtroppo era inesorabilmente vuota di compagni e quindi facile preda del loro portiere. Volendo emulare Z, il numero 1 avversario rinvia con le mani al proprio mediano (sulle spalle il 4) e subito la difesa sale verso il centrocampo com'è uso nel loro gioco. Il 4 scambia con il numero 3, altro giocatore che abbiamo visto militare nel T. I due cercano nuovamente lo scambio, ma succede l'imprevisto, R intuisce e scatta appena il mediano “loro” fa partire il pallone, lo intercetta e si invola verso la porta.
Il 3 e il 4 si gettano all'inseguimento, 20- 30 metri palla al piede, R è imprendibile, alza la testa, vede il portiere uscire dai pali e lascia partire un tiro che gonfia la rete alla sua sinistra.
…Oppure questo era il secondo gol e non il terzo? Non lo so, a volte le reti si mescolano.
A questo punto mi sveglio. Manca un quarto d'ora poi devo andare alla partita. Spero che sia altrettanto spettacolare.
(Un ringraziamento a Italia-Brasile 3-2 e a Enzo Fileno Barabba al quale ho copiato la narrazione...)