SACCA – Avanti così la Balena a “targhe alterne”… una partita si, una partita
no …
anche se è da porre l'accento sul cambiamento di atteggiamento dopo
l'intervallo.
Mettiamolo tra i punti fermi a cui ispirarsi e mettiamoci anche un
gioco che
deve essere regola e non eccezione, cercando di fare sempre la ‘nostra'
partita.
Di certo, viste le nostre caratteristiche, non possiamo puntare sul
possesso
palla, sul palleggio, quindi se ci dimentichiamo di creare spazi e – in
questi – giocare in velocità può diventare molto difficile gestire la
partita. Questo è accaduto, complice un “agonismo” un po'
rinunciatario, nel
primo tempo, del quale salverei i primi e gli ultimi 5min (ma tanti gol
sbagliati) e soprattutto il gol di Pitto con uno sganciamento difensivo
perfetto per tempo, determinazione e movimento, assieme ad uno
schema-gol su
punizione. [Ok niente di trascendentale, non ci abbiamo vinto la
champions,
ma sto iniziando a pensare che non vi dico solo delle fesserie…].
Nella seconda frazione abbiamo finalmente tirato fuori la grinta e
l'aggressività
adeguate per una squadra di calcio e la velocità e il tempismo dei
quali il
nostro gioco ha bisogno: 4-0, direi che ha dato i suoi frutti!
Come al solito la fase difensiva è stata positiva; questa volta non si
può
dire altrettanto di quella offensiva. E parlo di fasi non di reparti,
infatti credo che la differenza l'abbia fatta l'atteggiamento dei
centrocampisti nei due tempi, anche se di certo non sono stati aiutati
dagli
attaccanti. So che è chiedere molto, a chi fa e ha sempre fatto un
ottimo
lavoro, ma proprio per questo e perché conosco il vostro valore che
posso
permettermi di chiedervi questo rendimento. Ultime note per gli
attaccanti
che spesso sono stati un po' macchinosi. Dato che non tutti siete al
100%, è
importante giocare di più con la squadra e evitare di perdere palloni
quando
siamo sbilanciati o per leggerezza o timore oppure perché tentiamo di
fare
una giocata quando sarebbe più semplice girarci e ripartire. Nessuno
deve
mai sentirsi escluso o esentato dal gioco, ne gli attaccanti quando si
difende, ne il portiere e (men che meno) il difensore quando si
attacca: ai
miei tempi per chiamare palla si diceva “amami”.
Angolo della tattica: Visto che “per definizione” l'attaccante (o
chiunque
si trovi in attacco) è destinato a perdere più palloni che in altre
zone del
campo è importante che in questo frangente esso valuti tra due
alternative:
fare subito pressione per rallentare la ripartenza avversaria oppure
lasciare questo compito al compagno di fascia ma correndogli subito
alle
spalle per intervenire in seconda battuta.