Reggiani: "Questa sconfitta ci farà bene"

Il mister non fa drammi e sprona la squadra al pronto riscatto

SALICETA – La prima sconfitta. Ci voleva. Ci servirà e ci voleva. Oddio, anche la juve ha perso col milan senza drammi. A dire il vero non possiamo paragonarci in tutto e per tutto alla juve. Diciamo che noi eravamo in alto e ci è venuto un po’ di mal di “testa” (beninteso, neanche io sono capello). Siamo entrati in campo non sicuri di vincere, o almeno non sicuri di farlo con i soli nostri mezzi; e si è visto perché non abbiamo dato una svolta alla partita quando si doveva e poteva farlo.

Come ho già scritto sul forum non si tratta di trovare colpe o colpevoli, ma è probabilmente vero che non tutto è girato al massimo, perché secondo me siamo potenzialmente migliori dei nostri avversari. Allora, a questo punto può essere utile sfruttare l’attenzione che crea ogni sconfitta per riguardarsi e cercare quegli errori (ciò nondimeno anche quei pregi) che magari sono sempre evidenti, ma che l’euforia di una vittoria di solito trascura. Oppure si può ignorare e andare avanti come se niente fosse, dal momento che (per il nostro campionato) siamo competitivi per il primo posto nonostante la sconfitta. Lo dico sinceramente, anche se così facendo rimane il rischio - alla prossima occasione - di mancare di cinismo che (in un campo da calcio) non costituisce peccato.

Per non essere troppo pedante, cerco di riassumere le mie impressioni per sommi capi e un po’ alla rinfusa, sperando di non essere frainteso (in fondo il luogo consono per queste cose dovrebbe essere una discussione “interattiva”, ad esempio all’allenamento successivo).

Sarebbe stato meglio avere un atteggiamento diverso ed essere più determinati. Non voglio sostenere che qualcuno non abbia dato il 100%; qui mi rifaccio ancora una volta ai “gobbi”: qualcuno sostiene che camoranesi non si stesse impegnando quando è stato sostituito? Voglio dire che, in situazioni scomode, si può dare il 100% con eccesso di foga o con eccesso di timore, e che forse in mezzo a questi due estremi ci sta l’atteggiamento giusto (prendere un 10 non è più difficile che mantenerlo). È una esortazione, senza voler per questo stravolgere le personalità di alcuno. Ma qui le parole valgono poco, nessuno può insegnare queste cose ma chiunque può impararle. Invece questa sconfitta ci può insegnare molto e sono convinto che si vedrà già alla prossima occasione.

Abbiamo anche dei meriti. Possiamo e dobbiamo far tesoro dei primi minuti di partita quando credevamo di metterli sotto. Poi abbiamo giocato tutti e 11 e di questo dobbiamo esserne orgogliosi: io lo sono. Non è ipocrita; è un investimento sul futuro, ma anche un modo perché ognuno si confronti in primo luogo con se stesso. Aggiungo: non è sempre facile gestire le partite e spesso ci sono imprevisti. Ieri siamo stati sfortunati in tante occasioni, a partire dall’infortunio di Marco. Siamo stati sfortunati anche in alcune azioni di gioco, sebbene in questi casi ci possono essere motivazioni a prescindere. Il campo ad esempio (non sto scherzando), il freddo, e poi siamo stati anche un po’ polli: forse si poteva evitare qualche gol oppure se ne potevano fare.

Voglio essere chiaro, a costo di ripetermi: da questo commento e (men che meno) da questa sconfitta non dobbiamo partire a fare del revisionismo. Abbiamo dimostrato delle virtù importanti nelle partite precedenti, e pure in di questo match, e da lì dobbiamo ripartire. Magari già da mercoledì e dal prossimo pre-partita del prossimo scontro diretto.

La sconfitta mi stimola anche in attesa di un ritorno che giocheremo (come dovrebbe sempre essere) su un vero campo da calcetto.