Vietato perdersi d'animo, stringiamo i denti

L'analisi del mister dopo la sconfitta: "Guardiamo il bicchiere mezzo pieno"

SACCA – Faccio la mia analisi con meno serenità rispetto al solito (anche se si parla sempre di un gioco) perché non riesco a spiegarmi tante impressioni contrastanti. Se i numeri hanno un senso, almeno i miei tabellini – non fossero sufficienti i complimenti degli avversari – danno ragione alle mie impressioni: siamo una squadra forte, e in costante miglioramento. Purtroppo i risultati vanno in direzione opposta e a questo bisogna RIMEDIARE: le considerazioni che qui faccio sono invece nel campo del gioco, delle alternative tattiche, delle prestazioni. Nella giornata in cui i giocatori più decisivi delle giornate precedenti sono stati assenti forzati o sottotono, sono da sottolineare alcune giocate finalmente palla a terra, in velocità, e le prestazioni di chi, per impegni, mie scelte, infortuni, hanno giocato meno. Singole prestazioni e trame di gioco però vanificate da una nostra (colpevole quanto generale) anemia del gol. Ho trovato poco comprensibile che non ci siamo accorti di quante occasioni abbiamo creato (e quindi quante ne abbiamo sciupate): è abbastanza probabile che per fare gol un giocatore deve prima prendere coscienza del fatto che può farlo (perdonatemi questa “ironica” un po' oscura).

Altro elemento fondamentale (forse il punto chiave) e francamente di difficile interpretazione è stato la DERIVA che ha assunto la partita: dopo una partenza a senso unico, invece che continuare a giocare bene ci siamo fatti prendere da frenesia, agitazione e qualche mania. Come se ci si debba aspettare qualcosa di diverso, e non semplicemente mettere la classica ciliegina sulla torta. Come se un artista che deve soltanto trovare il titolo della sua opera, buttasse tutto alle ortiche per rifarne un'altra, dimenticando o non considerando che imboccando una nuova via nulla vieta che questa sia peggiore di quella lasciata (e magari non trovarci neanche un titolo).

Sul piano meramente oggettivo ci sono stati un sacco di regali da una parte e dall'altra, con la differenza che la nostra bravura è stata quella di prenderne solo tre e il nostro demerito di farne uno solo.

A questo punto verrebbe da fare un po' di conti,... ma non si è perso niente dal momento che non si è vinto ancora niente. Questa ovvietà può anche essere considerata meno banalmente di quello che invita a fare. Magari aiuta a capire alcune differenze o anche a non perdersi in inutili brontolii intestini.